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Un esempio di danno ai consumatori: il carrozzone Trenitalia.

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0 Commenti 16 settembre 2011 - Categorie: Editoriali, Politica   

Se in Italia c’è una categoria che può definirsi “cornuta e mazziata” è quella dei consumatori.

I disservizi, le fastidiosissime e ingenti burocrazie, i “carrozzoni” dello stato e dei privati all’italiana (in cui lo stato mette i soldi e i privati guadagnano senza i rischi che dovrebbero essere imposti da un sistema basato su libero mercato), provocano continuamente piccoli danni economici ai consumatori (e quindi ai cittadini) onesti che dovrebbero ricevere un servizio in cambio di denaro ma che molto spesso ricevono un disservizio senza possibilità di rimborso.

L’ultimo caso che posso testimoniare è una vicissitudine successa con Trenitalia.

La vicenda.

1. Inizia tutto con il tentativo di acquisto di un biglietto regionale Assisi – Firenze. La procedura online scelta viene interrotta, ma il sito evidentemente tiene nel proprio “carrello spesa” il tentativo di acquisto non riuscito.

2. L’utente prova così a riformulare un nuovo acquisto che questa volta va a buon fine e quindi emette il pagamento con carta di credito. Peccato però che il pagamento che viene inoltrato è comprensivo anche del primo tentativo di acquisto, quindi un biglietto  “doppio”. La cosa grave è che non viene presentato un riepilogo chiaro come qualsiasi negozio online farebbe, prima dell’inserimento della propria carta di credito. L’unico modo per capire se si sta comprando ciò che abbiamo richiesto è controllare il prezzo totale riportato (tra l’altro scritto piccolissimo: un utente che ha bisogno di effettuare un acquisto veloce rimane “fregato” con molta facilità.

Quindi ci sarà un rimborso? Teoricamente si, ma nella pratica serve a fregarti altri soldi.

1. Tentativo di richiesta rimborso attraverso il sito. Provando a fare la richiesta attraverso la pagina dedicata, a volte ci si imbatte in un patetico messaggio del tipo: “l’utente non è abilitato a questa funzione”. Lo stesso utente che è stato abilitato a comprare il biglietto!

2. Tentativo di richiesta rimborso attraverso la rete telefonica. Allora l’utente che non vuole darsi per vinto, anche se non gli conviene economicamente perdere tutto questo tempo, ha ancora la necessità di guidare le proprie scelte per l’unico motivo per il quale, in un paese come l’Italia, si chiede il rimborso: il principio. E così avviene una carissima e stenuante telefonata al numero 199892021. Una voce elettronica ti chiede di utilizzare il tastierino numerico per guidare le scelte e, dopo averti fatto inserire il numero della carta fedeltà, ti chiede di comunicare verbalmente i singoli caratteri alfanumerici della propria password! Sembra incredibile, ma siamo tenaci, andiamo avanti… inseriamo la password correttamente (confermando con il tasto “1″ carattere per carattere) e sembra che questa sia la volta buona in quanto ci chiede il codice PNR della prenotazione a cui vogliamo sottoporre il rimborso. Quindi andiamo avanti con la comunicazione verbale di quest’ultimo e… arriva l’ultima delusione: un messaggio automatico ci comunica che la password è errata. La stessa identica password che abbiamo utilizzato per tutti gli acquisti fatti fino ad ora. E il messaggio ce lo dice alla fine, dopo addirittura di averci fatto inserire i dettagli sulla richiesta di rimborso (se era sbagliata perché non ce lo dice prima? Doveva farci per forza perdere tempo e soldi?).

Allora il cittadino consumatore, cornuto e mazziato perché da una parte i governi nelle manovre economiche non hanno di meglio da fare che aumentare l’IVA (perché in tempo di crisi non si dovrebbero punire i consumi delle fasce più deboli?), da una parte i “carrozzoni” che uno stato ladro ha costruito, continuano a tassare indebitamente i cittadini con la loro inefficienza.

Rimane pertanto una sola cosa da fare, visto che non c’è due senza tre… mandarli tutti a fanculo!

Fabio Andrea Petrini


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Solidarietà a tutte le vittime causate dalle stragi dell’11 settembre

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0 Commenti 11 settembre 2011 - Categorie: Politica, Ricorrenze   

Solidarietà alle famiglie delle vittime dell’11 settembre 2001 e a tutte le vittime delle guerre causate da lobby e faccendieri di chi, tale strage, ha strumentalizzato.


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All’inaugurazione del circolo di Perugia Città: lettera di sensibilizzazione contro la legge ammazza-sconti sui libri.

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Cannara, 1 settembre 2011

Ai rappresentanti dell’IDV nella Regione dell’Umbria
Ass.re all’istruzione Carla Casciari
Consiglieri Paolo Brutti e Olivier Bruno Dottorini

Al Presidente del Circolo IDV Perugia Città Andrea Romagnoli
Agli aderenti del circolo IDV Perugia Città

Agli aderenti e simpatizzanti dell’IDV Umbria

Oggi è motivo di grande soddisfazione inaugurare la nascita di un nuovo circolo, erede della storia di IDV nella nostra regione. Pur essendo assente per motivi di salute, mi unisco ai vostri festeggiamenti.

Purtroppo oggi è anche un brutto giorno per la politica Italiana, già in ginocchio a causa di una classe dirigente al governo incapace di fronteggiare la crisi economica.

In questo giorno sono entrati in vigore gli effetti di una legge che colpisce il libero mercato e soprattutto la cultura. Tale legge, intitolata “Nuova disciplina del prezzo dei libri” (atto della camera 1257), impone un assurdo vincolo (massimo 15%) sulla possibilità di sconto rispetto al prezzo di copertina dei libri in commercio. Addio quindi alle appetibili offerte online, attraverso le quali, anche i meno abbienti, potevano permettersi una vasta gamma di libri a prezzi scontati a volte addirittura oltre il 40%.

Il primo firmatario di questa legge è un parlamentare che non risulta essere nuovo a simili distorsioni: l’On. Riccardo Franco Levi (PD). Molti militanti dell’IDV lo ricordano sicuramente come il responsabile dell’omonimo DDL “Levi-Prodi”, prodotto nel 2007, il quale anche grazie al nostro presidente, allora ministro Antonio Di Pietro, non divenne legge. La proposta “Levi-Prodi” avrebbe pesantemente limitato la libertà di stampa in Internet.

Purtroppo invece è approvata, e da oggi a pieno regime, la legge ammazza-sconti, il cui voto sembrerebbe purtroppo aver riscontrato un ampia maggioranza (destra e sinistra hanno fatto la frittata insieme). Tale provvedimento è stato motivato dai vari politici con false frasi tipo “bisogna aiutare le piccole distribuzioni e i piccoli librai” oppure “stiamo dando un assetto ordinato al mondo del libro, offrendo un punto di equilibrio tra i diversi interessi che esistono in questo contesto”. Insomma, gli stessi politici che si riempono la bocca di belle parole sponsorizzando il libero mercato, ovviamente solo quando favorisce i grandi gruppi, non hanno perso occasione di limitarlo in un contesto che avvantaggiava i lettori (cioè i consumatori). Naturalmente, eccetto pochissime eccezioni, si sono ben guardati dall’elencare i numerosissimi danni al progresso scientifico, tecnologico e culturale che una legge così produrrà al nostro paese.

Pertanto, dopo queste premesse, vi chiedo di accogliere questo messaggio e farlo vostro sensibilizzando l’opinione pubblica con tutti i mezzi in vostro possesso (iniziative pubbliche, mozioni consiliari, comunicati stampa, articoli). Io personalmente ho già iniziato. Spero vivamente che un tema così importante, benché tocchi argomenti di ambito nazionale, rivesta la giusta importanza anche nelle realtà locali come il nuovo circolo IDV di Perugia Città.

Un cordiale saluto,
Fabio Andrea Petrini


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L’ennesima porcata del parlamento: la legge ammazza-sconti sui libri

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0 Commenti 30 agosto 2011 - Categorie: Editoriali, Lettere aperte, Politica   

Dal 1° settembre 2011 entrerà in vigore l’ennesima legge vergogna. Questa volta a rimetterci saranno i lettori.

Tale legge, intitolata “Nuova disciplina del prezzo dei libri” (atto della camera 1257), impone un assurdo vincolo (massimo 15%) sulla possibilità di sconto rispetto al prezzo di copertina dei libri in commercio (inclusi gli ebook). Addio quindi alle appetibili offerte online, attraverso le quali, anche i meno abbienti, potevano permettersi una vasta gamma di libri a prezzi scontati a volte oltre il 40%.

Il primo firmatario di questa schifezza è un personaggio che non risulta essere nuovo a porcate simili: l’On. Riccardo Franco Levi (PD). Quest’ultimo non è l’omonimo del parlamentare responsabile del criticatissimo DDL “Levi-Prodi” che, se fosse stato approvato, avrebbe pesantemente limitato la libertà di stampa in Internet.

Il voto che sembrerebbe aver riscontrato un ampia maggioranza (destra e sinistra hanno fatto la frittata insieme), è stato motivato dai vari politici con frasi tipo “bisogna aiutare le piccole distribuzioni” oppure “stiamo dando un assetto ordinato al mondo del libro, offrendo un punto di equilibrio tra i diversi interessi che esistono in questo contesto”.

Insomma, gli stessi politici che si riempono la bocca di belle parole sponsorizzando il libero mercato, ovviamente solo quando favorisce i grandi gruppi, non perdono occasione per limitarlo se a trarre i vantaggi sono i consumatori. E si sono naturalmente, quasi tutti, ben guardati dall’elencare i numerosi danni che subiranno i lettori e il progresso tecnico, scientifico e culturale del nostro paese.

Fabio Andrea Petrini

Ho inviato il mio sdegno all’email del parlamentare Levi Riccardo Franco: levi_r@camera.it.
Aderisci anche tu a questa iniziativa, personalizzando questa lettera per manifestare la tua disapprovazione!

OGGETTO: i politici come lei sono la rovina del nostro paese.

Salve sig. Levi Riccardo Franco,
mi scusi se evito di chiamarla senza l’uso di prefissi come “onorevole”, ma non ho alcuna stima nei suoi confronti e non ho ancora capito in base a quale mandato elettorale promuove le sue proposte di legge.
Da quanto leggo nel sito www.camera.it lei è il primo firmatario della legge “Nuova disciplina del prezzo dei libri” (1257), la quale limita il prezzo di sconto dei libri oltre il 15%.
Inutile sottolineare che è una legge liberticida, contro i consumatori, contro i lettori, contro la cultura e contro l’Italia.
Ma questo lo sa già. Anzi, in un parlamento di nominati, “faccendieri” come lei dimostra di essere, sono utilissimi al fine di favorire grandi gruppi a scapito dei cittadini, a costo di sacrificare l’evoluzione tecnica, scientifica e culturale di un paese.
Da quanto mi risulta lei non è tra l’altro l’omonimo dell’autore del DDL Levi-Prodi, parlo di quell’iniziativa legislativa costruita con l’unico scopo di limitare pesantemente la libertà di stampa in Internet.
Vorrei pertanto confermarle che i politici come lei sono la rovina del nostro paese e spero che un giorno, il desiderio di libertà dei cittadini, riesca a spazzare via democraticamente la pattumiera di interessi “speculativi” che, di fatto, promuovendo leggi canaglia come queste, lei degnamente rappresenta.

Fabio Andrea Petrini


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Mercanti espone al Sindaco il malcontento di molti giovani di Cannara

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0 Commenti 15 agosto 2011 - Categorie: Amministrazione, Cannara, Comunicati, Politica   

Cannara, 11-08-2011 – Mercanti (IDV): “perché il primo cittadino non distribuisce un questionario sul grado di soddisfazione dell’amministrazione?”.

Concorde con la posizione del consigliere Fabio Andrea Petrini è il collega Leonardo Mercanti, che desidera replicare al comunicato del Sindaco puntualizzando:

Il fatto di non essere stato eletto nelle scorse elezioni amministrative non può precludermi la possibilità di esprimere un’opinione, supportata da un sempre maggior numero di persone che purtroppo, non espressero la propria preferenza nei miei confronti solo a causa della lista elettorale d’appartenenza. Ora, a circa due anni di distanza, capisco i loro motivi e non li biasimo.

L’aspirazione ad “un posto al sole” è in effetti reale, e nasce dal fatto che serpeggia tra i giovani della comunità cannarese il desiderio di uscire dal manto d’ombra in cui sono stati relegati.

Chiaramente ci troviamo di fronte ad una condizione d’inerzia giovanile che non trova nella sola apatia dell’amministrazione comunale la sua spiegazione, ma che certamente non ha trovato nelle mere “chiacchiere” degli amministratori una valida ricetta.

Il dilagare della retorica dell’antipolitica e della disinformazione riguardo la politica comunale tra noi ragazzi è chiaro indicatore di scarse capacità di comunicazione da parte dei vertici, che ci reputano un problema più che una risorsa.

Tutto ciò lo si evince dal malcontento espresso da un gran numero di giovani – e non solo – residenti nel comune di Cannara, che non riescono a trovare nelle scarne politiche giovanili poste in essere, soddisfazione dei più elementari bisogni.

A suggello di quanto affermato prima, chiederei al Sindaco di distribuire, anche telematicamente, un semplice e rapido sondaggio sul grado di soddisfazione dei giovani riguardo all’operato dell’amministrazione, e di pubblicare successivamente i risultati su tutti i canali mediatici locali.


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Petrini (IDV): “i punti citati dal primo cittadino rappresentano il fallimento di questa amministrazione”. “Quando si indica la luna Rovinati guarda il dito”.

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0 Commenti 12 agosto 2011 - Categorie: Amministrazione, Cannara, Comunicati, Politica   

Cannara, 11-08-2011

“Saranno i cittadini a giudicare se un’esigenza lavorativa di un consigliere in minoranza, che comunque ha continuato ad interessarsi alle attività svolte a Cannara, possa essere paragonabile all’assenza totale di un Sindaco fisicamente presente sul territorio a scaldare la sedia”. Con queste parole, Fabio Andrea Petrini (IDV) replica al Sindaco, che ieri lo ha accusato di “cercare un posto al sole nei giornali”.

“Purtroppo per Giovanna Petrini, ma sopratutto per i cittadini di Cannara, – spiega il consigliere dell’IDV – i risultati sono sotto gli occhi di tutti e i punti che il primo cittadino cita per difendere il suo operato, rappresentano proprio il fallimento di questa amministrazione”.

Il riferimento è chiaramente rivolto alla nettezza urbana, all’ex-ferro, all’ADSL e al PRG.

“Non si riesce nemmeno a gettare l’immondizia perché i cassonetti sono stracolmi, ma le tasse per finanziare la nettezza Urbana i cittadini continuano a pagarle. Ci vuole inoltre una bella faccia per parlare di “impegno per l’area ex-Ferro” che non è mai stata posta all’ordine del giorno e solo ora, grazie ad un’azienda che ha vinto il bando di Sviluppumbria, intravede fortunatamente prospettive. Ma qual è stato l’impegno dell’amministrazione nel recupero di quest’area e di altre aree (es. ex-Fani) che sono nel programma elettorale?”.
“Surreale è inoltre “l’interesse all’ADSL”, – ironizza Petrini -. Spero che il Sindaco sappia almeno cos’è l’ADSL, sicuramente non si ricorda che l’irrisorio canone di locazione del ripetitore a vantaggio dello stesso gruppo il quale, ancora oggi non ha attivato la copertura, veniva sbadatamente promulgato dalla sua amministrazione, poi in seguito alle nostre denunce il contratto fu disdetto”.
“Stendiamo infine un velo pietoso sul Piano Regolatore Generale di cui, per ora, si conoscono solo gli annunci”.

Anche alle accuse di Dora Rovinati (PDL), Fabio Andrea Petrini non tarda a rispondere.
“Il consigliere Rovinati è un esponente politico che nel PDL farà carriera: quando il dito indica la luna lei guarda il dito e sa bene che votai gli equilibri di bilancio, a pochissimi mesi dall’insediamento, in un contesto in cui la situazione era ancora sotto controllo, non vi erano debiti contratti dalla nuova amministrazione e sopratutto vi erano prospettive per andare avanti. Poi quando fatti più corposi emersero, ci dissociammo immediatamente con assemblee, manifesti, comunicati e tutti in mezzi in nostro possesso. Ma cosa importa tutto ciò a chi votava contro il rendiconto 2009, senza esprimere motivazioni, anche quando di debiti nessuno ne sapeva nulla ed erano presenti avanzi di amministrazione dell’ordine di cento mila euro? C’è una bella differenza – conclude il consigliere dell’IDV – tra chi è contrario a tutto per spirito ideologico e strumentale rispetto a chi, nel merito, ha deciso di staccarsi dalla sua stessa maggioranza”.


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Petrini e Mercanti chiedono una svolta

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0 Commenti 9 agosto 2011 - Categorie: Amministrazione, Cannara, Comunicati, Politica   

Cannara, 08-08-2011 - I candidati in quota IDV nella lista della Coalizione Democratica scrivono ai consiglieri “critici” della maggioranza: “è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti”.

L’invito è chiaramente rivolto all’Area Democratica del PD composta dall’ex Margherita e da parte degli ex DS, ma anche a tutti i consiglieri di maggioranza che hanno condiviso battaglie comuni con l’Italia dei Valori nei primi due anni della legislatura. Una legislatura molto tesa che ha visto più volte attriti tra il Consigliere comunale Fabio Andrea Petrini e il Sindaco di Cannara Giovanna Petrini. Rappresentativo di questi momenti fu senza dubbio il voto contrario del Consigliere al bilancio di previsione 2010, dopo la travolgente ondata di debiti fuori bilancio.

Ora Fabio Andrea Petrini e Leonardo Mercanti, entrambi candidati e “convinti sostenitori” nel 2009 del progetto che portò all’elezione di Giovanna Petrini alla guida della giunta comunale, chiedono ai consiglieri “critici” di passare dalle parole ai fatti. Secondo i due esponenti dell’IDV “non ci si può lamentare continuamente a parole e avallare tutto negli atti, lasciando così prevalere su programmi e progetti, il consueto spirito di conservazione tipico della casta politica”. Chiedono pertanto, con una lettera aperta, un “nuovo percorso” e un “passo avanti”: “siamo moralmente obbligati ad orientarci verso la sfiducia nei confronti dell’amministrazione – aggiungono i militanti dell’IDV – altrimenti spiegateci, dopo due anni di insuccessi nell’attuazione del programma elettorale, come potremmo risultare ancora credibili nei confronti dei nostri sostenitori ma sopratutto come farà questo paese a soddisfare le giuste esigenze dei cittadini”.

Cannara, 8 Agosto 2011

Ai consiglieri “critici” della Coalizione Democratica

Cari colleghi,

nel 2009 abbiamo convintamente sostenuto alle elezioni amministrative la Coalizione Democratica la quale, nonostante le note vicende “burrascose” e poco edificanti di cui si è resa protagonista, continua a governare il Comune di Cannara.

Noi candidati in quota Italia dei Valori, già da luglio del 2010, abbiamo scelto di non sostenere più questo progetto, nelle parole e nei fatti. Abbiamo preso questa decisione in quanto non condividevamo il modo arrogante e disattento della giunta di amministrare. Abbiamo investito questa scelta perché l’incomprensibile atteggiamento, fondato sull’immobilismo e sull’unico obiettivo di consolidare il proprio consenso personale da parte dell’attuale “sistema” di potere, aveva a nostro avviso oltrepassato la soglia che eravamo disposti ad accettare. A questo punto, tenendo ben a mente il programma elettorale che abbiamo con voi condiviso e vedendo le tensioni generate all’interno del Comune per quanto riguarda il personale, le mancate politiche di sviluppo, dei lavori pubblici e di quei servizi essenziali che continuano a mancare, possiamo affermare una sola cosa: non c’eravamo sbagliati. La coalizione democratica, con questa guida, ha completamente fallito.

Non abbiamo deciso però di scrivervi solamente per fare un bilancio del passato, ma per chiedervi di costruire insieme una fase nuova e un percorso alternativo e radicalmente diverso da quello che attualmente favorisce pochi e blocca un’intera comunità di persone. E vogliamo farlo alla luce del sole, in modo che tutti sappiano ciò che accade.

Chiediamo pertanto a tutti i consiglieri, assessori e dirigenti politici che con noi hanno condiviso, dall’interno della maggioranza di cui facevamo parte, molte giuste battaglie, di passare dalle parole ai fatti. Non è più comprensibile, dopo due anni di insuccessi e fallimenti, continuare a lamentarsi quotidianamente dell’amministrazione a parole e avallare qualsiasi comportamento negli atti.

Per questo cari consiglieri “critici”, noi non chiederemo inutilmente le dimissioni a chi sappiamo che certamente non le darà, ma chiediamo un passo avanti da parte vostra.

Fabio Andrea Petrini,
Leonardo Mercanti


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Diciassette anni dopo

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0 Commenti 5 agosto 2011 - Categorie: Editoriali, Politica   

Nel 1994 scendeva in campo l’uomo liberale. L’uomo del rinnovamento, l’uomo della sburocratizzazione e dell’anticomunismo che aveva “rassegnato le dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ha fondato”.

Oggi, tale uomo, può affermare a gran voce di aver raggiunto i suoi obiettivi: quelli non dichiarati pubblicamente, s’intende. E poco importa se è stato l’artefice delle più grandi operazioni da indebitamento sovietico, assistendo immobile tanto per citare un esempio eclatante, al deterioramento di Alitalia nei molti anni che ha governato, per poi svenderla al peggior compratore, caricando lo stato, e quindi i contribuenti, del fallimento della trattativa. Poco importa se con le ripetute leggi ammazza giustizia, ha allontanato molti uomini di mercato ad investire nel territorio italiano, consci che una incertezza nei processi civili e penali è sinonimo di condizione sfavorevole e terreno arido per una sana competizione.

Con una “cassetta” in quel 1994, forse la stessa su cui registra nel 2011 le trasmissioni di Santoro, disse al popolo italiano che rinunciava “al suo ruolo di editore ed imprenditore” pensando giustamente che l’opinione pubblica non avrebbe tollerato la stessa persona nel duplice ruolo di controllore e controllato. Sicuro che i cittadini e le categorie sociali, non avrebbero gradito di affidare la possibilità di emettere agevolazioni fiscali a chi direttamente ne avrebbe potuto beneficiare, e vergognosamente ne ha beneficiato attraverso una serie di aiuti ad orologeria fatti di sgravi, condoni, detassazioni delle plusvalenze, norme salva-calcio, consolidamento del duopolio Rai-Mediaset e costi di concessione delle frequenze televisive irrisori.

Lui che nel 1994 accusava, magari senza sbagliarsi più di tanto, gli uomini della sinistra di essere “legati a doppio filo ad un passato politicamente ed economicamente fallimentare”, ora trae il bilancio di un decennio che ha portato l’Italia ad un passo dal default, con le borse ogni giorno in perdita e i tassi periferici sulla Germania in picchiata verticale con i buoni del tesoro poliennale, attraverso i quali lo stato finanzia il debito, a tassi di interesse drammatici.

Ma oggi, tra una litigata e l’altra con il ministro delle finanze, in patetici discorsi davanti a un parlamento di nominati, continua a dire che “farà”, che il sistema è solido, che lui è perfettamente conscio della situazione perché “è un imprenditore che ha tre aziende in Borsa e che quindi è nella trincea finanziaria, consapevole ogni giorno di quel che accade sui mercati” (a proposito non aveva rinunciato al suo ruolo di editore e imprenditore?). Poi, attraverso il pupillo a cui ha provvisoriamente delegato l’immagine del partito, ci parla di “democrazia”. Ci dice che i governi vengono eletti dal popolo e non dai mercati, come se parlasse di entità disgiunte. Eppure in quel 1994 ci diceva che “gli uomini della sinistra sono sempre gli stessi, gli stessi che non credono nel mercato”. Forse, dopo 17 anni, al mercato non ci crede più neanche lui ed è diventato come la sinistra che diceva di voler sfidare, ma nemmeno i mercati credono più in lui. Forse perché i mercati sono comunisti o forse perché, per essere un uomo di mercato, non è sufficiente saper “comprare”.

Fabio Andrea Petrini
5 agosto 2011


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Aree molteplici in un partito significa più pluralismo

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0 Commenti 15 novembre 2010 - Categorie: Editoriali, Politica   

Molto spesso, quando nasce un’area organizzata all’interno di un gruppo (partito o altra realtà associativa), l’establishment grida l’allarme, fa appello alla “responsabilità” (degli altri), scende sul piede di guerra, accusando coloro che si staccano dal pensiero unico, di fare “vecchia politica”. Vi è una certa “paura” di perdere, anche in un futuro non breve, le posizioni di potere che spingono i volponi a persuadere l’opinione pubblica con termini tipo “correnti” o altri spauracchi del passato.
E’ del tutto evidente che, per l’efficacia e la tutela di determinate posizioni e obiettivi, è preferibile evitare frammentazioni di qualsiasi tipo, ma molto spesso questo non è possibile. La maggior parte delle volte che nei contesti associativi nascono dei dissidi verso un gruppo dirigente, tutto succede spontaneamente, senza pregiudizi e preclusioni. Sicuramente non manca il “piccolo rivoluzionario” che decide di mettersi in mostra, ma è più facile che ciò avvenga per i tanti moderati e diplomatici, soprasseduti da continui abusi e ingiustizie, i quali decidono di dissentire da un modo di fare incoerente con quello che si esprime all’esterno.
Nascono così le cosiddette “aree” organizzate, che non sono gruppi di stalinisti, ma persone che per dovere civico e senso di responsabilità, decidono di non abbandonare la casa che hanno contribuito a costruire quando mancavano ancora le finestre e il tetto e cercano di difenderla dagli speculatori che se la venderebbero per quattro denari. Nascono così le sottostrutture interne alle strutture, come nella gestione dei dati informatici, per dar vita ad un pensiero capace di portare più pluralismo e capace di parlare a chi i volponi non ascoltano più. Sottostrutture, aree vitali, per poter confrontarsi anche con coloro che, con i volponi, ci stringono compromessi, dimenticandosi chi sono e da dove vengono.

Fabio Andrea Petrini


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